«Come disegnare forme strane in modo da vederle dritte utilizzando uno specchio particolare»: anamorfosi e laboratorio al museo
DOI:
https://doi.org/10.33683/ddm.26.19.5Parole chiave:
anamorfosi, laboratorio, macchine matematiche, museo, scuola secondaria di primo gradoSunto
Questo articolo presenta un laboratorio svolto al museo sulle anamorfosi catottriche a specchio cilindrico, realizzato a partire da modelli della Collezione Macchine Matematiche del Sistema dei Musei e Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia e rivolto a studenti della scuola secondaria di primo grado. Dopo aver descritto il contesto storico alla base dello sviluppo delle anamorfosi e i modelli della collezione usati, viene illustrato il quadro teorico che ha guidato la progettazione del laboratorio e vengono dettagliate le attività proposte. Le risposte date nelle schede del laboratorio e i dati raccolti tramite un questionario valutativo dell’esperienza mostrano come gli studenti siano rimasti stupiti dalle attività proposte, che hanno consentito loro di imparare in modo pratico come realizzare un’immagine anamorfica. Questo laboratorio si può configurare come un caso di educazione matematica informale in cui gli studenti apprendono la matematica in un contesto museale attraverso la collaborazione con i compagni e mediante sperimentazioni inaspettate.
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