DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura: Avvisi
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<p>La rivista <em>DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura</em> è una rivista scientifica dedicata alla didattica della lingua e della letteratura dell’italiano L1 e L2/LS. Essa nasce dalla collaborazione tra il <a href="http://www.supsi.ch/go/dils" target="_blank" rel="noopener">Centro competenze didattica dell’italiano lingua di scolarizzazione</a> (DILS) del <a href="http://www.dfa.supsi.ch" target="_blank" rel="noopener">Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica</a> della <a href="http://www.supsi.ch" target="_blank" rel="noopener">Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana</a> (SUPSI) e l’<a href="https://phgr.ch" target="_blank" rel="noopener">Alta scuola pedagogica dei Grigioni</a> (PHGR).</p> <p>La rivista nasce allo scopo di fornire uno strumento di ricerca, riflessione e aggiornamento per tutte e tutti coloro che operano, come studiose/studiosi, ricercatrici/ricercatori e docenti, nel contesto della didattica dell’italiano sia come L1 sia come lingua seconda o lingua straniera.</p>it-ITCall DIDIT 6
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<p><strong>L’errore in prospettiva didattica</strong></p> <p>È aperto l’invito a contribuire al sesto numero della rivista Open Access <em>DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura</em> (<a href="http://www.rivistadidit.ch">www.rivistadidit.ch</a>).</p> <p>La rivista accoglie contributi di didattica dell’italiano nelle sue varie dimensioni e con le diverse peculiarità che oggi assume in contesto scolastico (e non solo): ad esempio, la didattica della lingua e della letteratura; la didattica dell’italiano come L1, come L2 o lingua straniera; la didattica dell’italiano in contesto plurilingue; la didattica dell’italiano come strumento trasversale alle discipline; la didattica dell’italiano in prospettiva ampia e inclusiva; tutto ciò (e altro ancora) senza trascurare gli aspetti pedagogici rilevanti per la didattica della lingua.</p> <p>Il sesto numero della rivista è dedicato all’errore, un tema che è sempre di grande attualità nel campo dell’educazione linguistica e della didattica dell’italiano. E non si tratta solo di un tema costantemente attuale, ma anche di un ambito d’indagine complesso e di indubbio fascino: da Gianni Rodari alle <em>Dieci tesi </em>del GISCEL, passando per le questioni legate alla valutazione, e senza trascurare le pubblicazioni più divulgative e la dimensione letteraria, la riflessione sull’errore appartiene all’essere umano, fra i banchi di scuola e non solo.</p> <p>In particolare, si intenderà esplorare il ruolo dell’errore nei processi di insegnamento e apprendimento, mettendo in luce le molteplici funzioni formative che esso può assumere. In questa prospettiva, saranno accolti contributi relativi ai temi seguenti:</p> <ul> <li>la dimensione cognitiva e metacognitiva dell’errore;</li> <li>la definizione del concetto di errore, con attenzione alla problematicità della sua identificazione, descrizione e rappresentazione;</li> <li>il rapporto tra norma ed errore, anche dal punto di vista dell’insegnante e della sua sensibilità in riferimento all’opportunità o meno dell’intervento di correzione;</li> <li>le possibili classificazioni (tipologie) degli errori nell’apprendimento linguistico (compresi quelli interlinguistici, come segnali del percorso di apprendimento, quelli intralinguistici, di sviluppo, fossilizzati ecc.);</li> <li>le strategie didattiche per valorizzare l’errore come occasione di apprendimento, di sviluppo della riflessione critica e della consapevolezza linguistica e metalinguistica;</li> <li>le strategie per rovesciare la visione tradizionale dell’errore che lo considera un inciampo da evitare e sanzionare;</li> <li>le strategie per intervenire sull’errore, con attenzione anche alla variazione diamesica (differenziando l'intervento riferito all’oralità rispetto a quello riferito alla produzione scritta), nell’insegnamento dell’italiano come L1, come L2 o lingua straniera;</li> <li>le modalità di correzione e di <em>feedback</em> e la loro applicazione concreta in classe;</li> <li>il ruolo dell’errore nei contesti plurilingui, inclusivi o con bisogni educativi speciali;</li> <li>gli intrecci tra l’errore in prospettiva linguistica e nella prospettiva delle altre discipline;</li> <li>la prospettiva storica e teorica sull’errore, con riferimenti a specifici modelli linguistici e pedagogici;</li> <li>la letteratura sull’errore, osservato da diverse prospettive (ad es., saggistica, divulgativa, specialistica, didattica, narrativa).</li> </ul> <p>Il sesto numero della rivista risponde dunque all’intento di gettare nuova luce sul tema dell’errore, indagandone le conseguenze didattiche e interazionali, oltre agli aspetti ancora contraddittori presenti nella bibliografia scientifica di riferimento, per contribuire in maniera originale al dibattito offrendo prospettive teoriche o empiriche, diacroniche e sincroniche.</p> <p>Come di consueto, saranno accolti anche articoli che, pur trattando aspetti marginali rispetto al tema centrale, possano arricchire il dibattito scientifico intorno a esso.</p> <p>Si ricorda che la rivista è costituita da tre sezioni: <em>Studi e ricerche</em>, <em>Esperienze didattiche</em> e <em>Recensioni e segnalazioni</em>.</p> <p>Il termine per l’invio delle proposte per il quinto numero della rivista è il <strong>15 maggio 2026</strong>. Verranno considerati unicamente i contributi che verranno inviati tramite l’apposita piattaforma online e che rispetteranno tutte le norme editoriali richieste. <a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/istruzioni-autori">Le indicazioni redazionali, le istruzioni</a> e il <a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/about/submissions">modulo</a> per l’invio delle proposte sono presenti sulle pagine del sito della rivista.</p> <p>Vi invitiamo caldamente a diffondere questa call tra i vostri contatti (<a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/libraryFiles/downloadPublic/542" target="_blank" rel="noopener">utilizzando anche la versione della call in pdf</a>).</p> <p>Grazie per la collaborazione e un cordiale saluto,</p> <p>la Direzione di DIDIT</p>DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura2025-12-04Call DIDIT 5
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<p><strong>Varietà e variazione nella didattica dell’italiano</strong></p> <p>È aperto l’invito a contribuire al quinto numero della rivista Open Access <em>DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura</em>.</p> <p>Nel cinquantesimo anniversario delle <em>Dieci tesi</em> GISCEL (1975-2025), il quinto numero della rivista sarà dedicato alla dimensione della variazione e alle varietà linguistiche, con l’auspicio di ribadirne non solo la crucialità scientifica, ma anche l’importante valenza educativa e civile per la scuola di oggi. Sebbene la scuola e l’ambiente didattico siano spesso considerati come entità normative, questa impostazione entra in contrasto con le sfide poste dalla crescente attenzione dell’educazione linguistica verso le varietà diatopiche, diafasiche, diastratiche e diamesiche. Queste, infatti, possono comportare una serie di questioni di non facile soluzione riguardo a quali siano gli approcci più efficaci per favorire uno sviluppo più completo delle competenze linguistiche, in particolare di tipo comunicativo.</p> <p>Per le differenze diatopiche si possono menzionare i dialetti, gli italiani regionali, ma anche tutte le altre lingue che, sempre più spesso, entrano a far parte del repertorio linguistico delle classi. Il confronto tra atteggiamenti di stigmatizzazione e accettazione di tali varietà rappresenta oggi un punto cruciale del dibattito scientifico, mettendo in discussione il mito del monolinguismo e l’idea dell’esistenza di una varietà standard da prendere come assoluto e unico modello normativo, e favorendo una riflessione sull’italiano come lingua pluricentrica. La percezione, il confronto, la consapevolezza delle differenze e l’accoglienza di esse attraverso la variazione intra- e interlinguistica possono avere significativi risvolti anche dal punto di vista culturale e sociale, non solo su quello linguistico e didattico.</p> <p>Per le differenze diafasiche e diastratiche si possono considerare i vari registri e gli usi della lingua in contesti differenti; ad esempio, quale rapporto intercorre tra la norma e l’uso, e come gli approcci comunicativi e normativi contribuiscano a migliorare il repertorio degli apprendenti.</p> <p>Per la variazione diamesica, invece, il rapporto tra scrittura e oralità è un campo di studi in continua evoluzione, in particolare per quanto riguarda il parlato, tradizionalmente posto in secondo piano in prospettiva educativa e didattica a tutti i livelli di scolarità. Inoltre, molto andrebbe ancora indagato rispetto alla pervasività della comunicazione mediata dal computer (CMC) e, più in generale, alla diffusione sempre più massiccia delle nuove forme di comunicazione e dei <em>social media</em>.</p> <p>Gli studi sul potenziale della variazione continuano ad aumentare le conoscenze dal punto di vista didattico, linguistico e culturale. L’analisi delle attività, dei manuali e dei mezzi didattici permette di considerare vari aspetti che, fino alla metà del secolo scorso, erano scarsamente indagati. Tra questi, non è poi da trascurare la questione, sia per la L1 sia per la L2/LS, dell’atteggiamento verso la norma da un lato e la variazione dall’altro, da parte di chi apprende e da parte di chi insegna.</p> <p>Il quinto numero della rivista si propone dunque come uno spazio di riflessione su questi temi, invitando studiose e studiosi a inviare contributi originali in grado di offrire prospettive teoriche o empiriche, diacroniche e sincroniche. Saranno accolti anche articoli che, pur trattando aspetti marginali rispetto al tema centrale, possano arricchire il dibattito scientifico intorno a esso.</p> <p>Si ricorda che la rivista è costituita da tre sezioni: <em>Studi e ricerche</em>, <em>Esperienze didattiche</em> e <em>Recensioni e segnalazioni</em>.</p> <p>Il termine per l’invio delle proposte per il quinto numero della rivista è il <strong>16 maggio 2025</strong>. Verranno considerati unicamente i contributi che verranno inviati tramite l’apposita piattaforma online e che rispetteranno tutte le norme editoriali richieste. <a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/istruzioni-autori">Le indicazioni redazionali, le istruzioni</a> e il <a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/about/submissions">modulo</a> per l’invio delle proposte sono presenti sulle pagine del sito della rivista.</p> <p>Vi invitiamo caldamente a diffondere questa call tra i vostri contatti.</p> <p><a href="https://www.journals-dfa.supsi.ch/index.php/rivistadidit/libraryFiles/downloadPublic/433" target="_blank" rel="noopener">Cliccando qui è possibile scaricare la call in formato pdf.</a></p> <p>Grazie per la collaborazione e un cordiale saluto,</p> <p>Direzione di DIDIT</p>DIDIT. Didattica dell’italiano. Studi applicati di lingua e letteratura2024-12-24